La pratica della cultura figurativa che muove dal reale fenomenico per estrapolare dalle forme non la loro misura eidetica ma la consistenza d’oggetto, scavando, però, nella restituzione figurativa, il criterio stesso della riproduzione mimetica, è una pratica creativa che lascia spazio alla fantasia dell’arista per costruire in forme autonome proprio quel dato oggettivo e cosale che vuole essere non semplicemente trascritto ma interpretato e sopravanzato dalla libertà dell’immaginazione. Queste considerazioni sono applicabili all’opera di Luca Luciano, che è un artista facilmente iscrivibile nella temperie surreale, evidentemente al di là delle logiche surrealiste, per capacità che gli dimostra di leggere il reale fenomenico con occhio libero dai pregiudizi e delle predeterminazioni. Il mondo surreale è certamente il mondo della fantasia, ma non è un mondo irreale, e ciò consente di avere sempre, attraverso la misura dello scavalcamento del reale fenomenico, l’accesso ad una opportunità di rilettura dell’oggetto che assume, secondo le prospettive di una restituzione surreale, un volto particolare ed una consistenza che testimonia della possibilità di attingere una profilatura oggettiva anche da parte di forme che nascono come deformazione creativa prodotta dalla mente fertile ed immaginifica dell’artista. Luca Luciano è sostanzialmente un artista che ha costruito un profilo non omologato e adeguato alle mode irresistibili, scegliendo egli di percorrere un itinerario creativo all’interno del quale dare spazio alle esigenze del suo spirito e della sua straordinaria fantasia. Ecco allora che gli oggetti che lo circondano assumono l’aspetto di pensieri della mente, talvolta affollandosi e sovrapponendosi in una fantasmagorica concertante come possiamo osservare, ad esempio, nell’opera dal titolo Il riparatore di sogni del 2012, che è opera in cui la ridda di pensieri che sovrasta la mente del soggetto sembra muovere alla ricerca non di un suo ordinamento, ma di una visibilità delle sue energie, lasciando intendere come proprio la ricchezza esuberante dei pensieri possa essere il giusto punto di riferimento per l’ordinamento stesso di una posizione che il nostro artista ha inteso rappresentare in posizione mediana tra la mente del soggetto e l’affollamento delle idee. Con la pittura di Luca Luciano, saremmo tentati di dire, il surreale si fa episteme, come abbiamo appena tentato di suggerire con l’opera di sopra analizzata, e questo dato ci sembra particolarmente rilevante non solo in punto critico per quanto attiene la modalità del Nostro, ma ci sembra rilevante anche in ordine alla disponibilità che l’arte sa manifestare ad essere cifra interpretativa del mondo, chiave ermeneutica del reale fenomenico e delle ragioni che lo presiedono. Nella pratica della pittura figurativa è possibile accostarsialla datità del reale fenomenico non soltanto andando a riproporne in modo fedele e pedissequo le forme che lo costituiscono in oggetto, ma anche andando ad interpretarne le istanze profondo che possono essere rilette non soltanto come ragioni costitutive logicamente fondate, ma anche come modalità emotivamente significative. In tal caso la sostanza figurativa delle cose trascende il dato oggettuale che le connota e va produrre una esigenza espressiva che scavalca, nell’opera creativa dell’artista, l’immediatezza significa, per andare a cogliere una incidenza colloquiale che si faccia interprete di sentimenti e pulsioni emotive.

Prof. Rosario Pinto





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